Isolati nella Rete

27/12/2017

Hikikomori e dipendenza da Internet

Il fenomeno degli hikikomori, particolarmente diffuso e studiato in Giappone dove si contano più di 500mila casi, (Tajan, Yukiko, & Pionnié-Dax, 2017) sta ricevendo ora maggiore attenzione anche nel nostro paese. Con questo termine si indicano adolescenti e/o giovani adulti che decidono di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi di tempo, anche anni, senza avere alcun tipo di contatto diretto con il mondo esterno (Saitō, 2013). Inizialmente si pensava che tale forma di ritiro fosse strettamente legata alle specificità culturali e sociali giapponesi, mentre negli ultimi 10 anni un numero crescente di casi, circa 100mila, assimilabile a quello degli hikikomori è stato rilevato anche in Italia. Tuttavia non è ancora possibile avere stime affidabili sulla reale prevalenza del fenomeno, non essendo ancora stato riconosciuto a livello ufficiale come classificazione diagnostica.
Non è semplice individuarne le cause anche se gli studiosi hanno rilevato una serie di aspetti ricorrenti:
- esperienze ed episodi di mortificazione scolastica e sociale negli anni della preadolescenza, come bullismo ed esclusione;
- contesto sociale e culturale caratterizzati da forti pressioni alla realizzazione e al successo;
- un attaccamento eccessivo e quasi simbiotico alla figura materna insieme all’assenza emotiva della figura paterna (soprattutto nell’esperienza giapponese).

Tale problematica emerge spesso nel periodo adolescenziale, il quale pone al soggetto molteplici e complessi compiti evolutivi: portare a compimento il processo di formazione dell’identità personale, acquisire un ruolo sociale, accettare il proprio corpo ed utilizzarlo in modo efficace e conseguire l’indipendenza emotiva dai genitori e da altri adulti (Camaioni & Di Blasio, 2002). I giovani ritirati sperimentano un profondo senso di inadeguatezza e temono il confronto con l’altro per il possibile conseguente vissuto di vergogna, trovandosi di conseguenza bloccati nel necessario processo creativo e di sperimentazione della propria identità.

Il fenomeno hikikomori e la dipendenza da Internet emergono come due fenomeni strettamente associati, ma, nonostante alcune aree di sovrapposizione, non devono essere confusi. Spesso il sovrainvestimento della Rete viene concepito erroneamente come una causa del fenomeno, mentre ne costituisce piuttosto una conseguenza, o meglio, la potenziale “soluzione” individuata dal giovane al proprio problema e alla propria sofferenza. Per tutti i giovani nativi digitali c’è una stretta continuità tra la vita on-line e la vita off-line, ma se per la maggior parte di questi - anche in caso di uso problematico - la rete non costituisce un’alternativa ai luoghi di socializzazione con i coetanei, per gli hikikomori diventa progressivamente l’unico “luogo” di contatto con l’esterno.

La Rete diventa una sorta di “laboratorio” in cui è possibile sperimentarsi e assumere molteplici identità in modo protetto e filtrato per mezzo della personalizzazione di uno o molteplici avatar. Da un lato Internet favorisce una serie di esperienze affettive compensative che permettono loro di percorrere il proprio cammino evolutivo, dall’altro lato, tuttavia, costituisce un pericolo poiché la possibilità di ottenere delle gratificazioni rinforza l’isolamento, spingendo il giovane a rimandare l’incontro con la realtà (Spiniello, Piotti, & Comazzi, 2015). Il mondo parallelo della Rete viene così ad assumere sia un ruolo di rifugio che di gabbia per i giovani con tale problematica.

I campanelli d’allarme cui prestare attenzione indicati dal dott. Crepaldi, fondatore dell’associazione Hikikomori Italia, comprendono: la mancanza di amicizie, lo stare rinchiusi in casa per un tempo abbastanza lungo ed il sacrificare progressivamente le relazioni sociali in favore di quelle virtuali.

Riferimenti bibliografici
Camaioni, L., & Di Blasio, P. (2002). Psicologia dello sviluppo. Il mulino.
Saitō, T. (2013). Hikikomori: Adolescence without End (American translation of Shakaiteki hikikomori owaranai shishunki). Minnesota: University Press.
Spiniello, R., Piotti, A., & Comazzi, D. (2015). Il corpo in una stanza. Adolescenti ritirati che vivono di computer: Adolescenti ritirati che vivono di computer. FrancoAngeli.
Tajan, N., Yukiko, H., & Pionnié-Dax, N. (2017). Hikikomori: The Japanese Cabinet Office’s 2016 Survey of Acute Social Withdrawal. The Asia-Pacific Journal Japan Focus Volume, 15(5).

Articolo a cura della Dott.ssa Serena Grumi

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