Come i Social Media influenzano il nostro benessere?

11/01/2018

La tagliente serie televisiva Black Mirror nella puntata “Caduta libera” (Nosedive, terza stagione) delinea uno scenario angoscioso che per certi aspetti non si discosta molto dalle attuali modalità d’uso dei social media e dalla loro influenza nelle nostre vite. Nella puntata ogni persona ha un punteggio medio definito non solo dalle valutazioni ricevute sui propri post, ma anche sulle interazioni quotidiane vis-à-vis; punteggio che determina il loro valore sociale, il loro accesso a servizi o agevolazioni e le loro possibilità di assunzione. Tale punteggio, e la conseguente necessità di
accettazione e benevolenza, li condiziona a tal punto da dover mostrare sempre e solo la parte migliore ed edulcorata di Sé e della loro vita, sia online che offline.
Questo scenario futuristico non pare esser lontano dal concretizzarsi, per lo meno in Cina, dove il governo lancerà nel 2020 il Social Credit System e il calcolo del punteggio di affidabilità dei propri cittadini sulla base delle loro interazioni sociali, inclinazioni politiche, scelte finanziarie e comportamenti di consumo (Usa Today, 2017).
Considerato l’elevatissimo livello di pervasività che i Social Media hanno raggiunto nelle nostre vite e nelle nostre relazioni, è essenziale interrogarsi sulle conseguenze associate al loro uso, con particolare attenzione ai più giovani utenti.

Facebook ha da poco diffuso un articolo sui risultati di alcune ricerche promosse circa le conseguenze dell’uso dei social media LEGGI ARTICOLO dal quale emerge che:
  • un consumo passivo di informazioni sui social senza interazioni con altri utenti sarebbe associato a peggior umore e minor benessere;
  • al contrario, l’attiva interazione con gli altri utenti, specialmente con gli amici più stretti, sarebbe associata ad un aumento nel livello di benessere.
In linea con questo scenario, altre ricerche rilevano nella qualità delle interazioni con gli altri utenti “amici”, in particolare nel fatto di ricevere supporto sociale e feedback positivi al proprio profilo, fattori importanti nell’influenzare il benessere e l’autostima in adolescenti e giovani adulti (Kim & Lee, 2011; Valkenburg, Peter, & Schouten, 2006).
Indubbiamente i Social Media sono uno strumento che può essere utilizzato al servizio di alcuni compiti di sviluppo critici da parte degli adolescenti, come sviluppo della propria identità, delle proprie aspirazioni e coinvolgimento con i pari (Uhls, Ellison, & Subrahmanyam, 2017), tuttavia una serie di conseguenze negative sono state documentate nelle ricerche sul tema. Tra queste troviamo il CYBERBULLISMO, peggioramento dell’umore, depressione, ansia sociale, l’esposizione a contenuti inappropriati per l’età dell’utente, modifica del ritmo sonno-veglia (Subrahmanyam & Smahel, 2011; Twenge, 2017).

Inoltre, una delle caratteristiche dei social media più apprezzata dagli adolescenti è quella che implica anche le maggiori insidie in chiave evolutiva, ossia il fatto di permettere un certa distanza e non-immediatezza tale da poter avere il controllo su cosa presentare di sé agli altri e in che modalità.
Come sottolinea la psicologa Sherry Turkle in una sua Ted Talk LEGGI ARTICOLO quello che viene meno è la possibilità di acquisire le competenze per gestire una conversazione faccia a faccia perché è in tempo reale e non è possibile controllare ciò che verrà detto. La tecnologia interviene quindi
semplificando e “ripulendo” le relazioni umane che, in quanto ricche e complesse, sono vissute come troppo impegnative. Paradossalmente lo sviluppo di Internet e dei Social Media ci ha quindi reso più connessi, ma, allo stesso tempo, più soli, riducendo significativamente il numero di interazioni dirette e contatto umano.

Riferimenti bibliografici

Kim, J., & Lee, J. E. R. (2011). The Facebook paths to happiness: Effects of the number of Facebook friends and self-presentation on subjective well-being. CyberPsychology, behavior, and social networking, 14(6), 359-364.
Subrahmanyam, K., & Smahel, D. (2011). Digital Youth: The Role of Media in Development. New York, NY: Springer.
Twenge, J.M. (2017). iGen: Why Today’s Super-Connected Kids Are Growing Up Less Rebellious, More Tolerant, Less Happy—and Completely Unprepared for Adulthood—and What That Means for the Rest of Us. Simon and Schuster.
Uhls, Y. T., Ellison, N. B., & Subrahmanyam, K. (2017). Benefits and costs of social media in adolescence. Pediatrics, 140 (Supplement 2), S67-S70.
Usa Today, 10 Novembre 2017: Leggi articolo
Valkenburg, P. M., Peter, J., & Schouten, A. P. (2006). Friend networking sites and their relationship to adolescents' well-being and social self-esteem. CyberPsychology & Behavior, 9(5), 584-590.

Articolo a cura della Dott.ssa Serena Grumi

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